Fra una paura e una preoccupazione

Sono uscita dalla mia comfort zone. E infatti ansie e paure mi soverchiano… no, non è vero; diciamo che sto vivendo paure e ansie che nella mia comfort zone non potevano entrare. Non penso sia del tutto negativa come situazione. NOn potevo mica continuare a vegetare in eterno! Dovevo pur crearmi qualche problema per potermelo risolvere, no? Altrimenti che vivo a fare? Certo sono stimolata su più fronti e ogni fronte è una battaglia. La casa, il mutuo, il futuro trasloco… il cambiamento in genere insomma. Tutto moooolto impegnativo per me che sono immobile da anni. Devo riprendere a camminare, un passo alla volta, cercando di assecondare le inevitabili paure, le incertezze, le difficoltà… hmmm…. pare cosa facile, ma in realtà ho sempre più la sensazione che in certi momenti mi vien da cagarmi sotto!!! Mi si scusi l’espressione inelegante, ma descrive perfettamente lo stato d’animo.

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L’ennesimo giorno zero

E’ primavera ed il mio ombelico dista tre centimetri e mezzo dalla fine del tunnel nel quale il mio grasso girovita lo tiene celato. Oggi è l’ennesimo giorno zero, il mio girovita misura 180 cm buoni e le mie ossa sostengono una massa di novantadue chili. Di buono c’è che i tulipani stanno per sbocciare e che le viole, le primule e le anemoni son già fiorite; tutto questo mi rende l’umore allegro e leggero in maniera inversamente proporzionale alla mia pesantezza fisica. UN giorno non lontano riuscirò ad equilibrare le due cose e a renderle entrambe lievi come la neve che da anni stenta a cadere. Domani è il giorno uno e ne riparlo a tempo debito.

Mando un bacio immenso all’Universo per ringraziarlo della splendida giornata di sole appena trascorsa; lo pregherei di salvare quanti più merli  e volatili in genere innamorati possibile, perché troppi ne vedo che per amore si suicidano di primo mattino sotto le ruote delle auto in corsa.

Un Amore grande a tutti!!

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Alle ventuno e cinquantadue di oggi, tredici febbraio, mi sento sovrappeso

C’è niente da fare gente; posso anche provare a fare un lavoro pesante di training autogeno volto all’auto-convincimento, ma se son sovrappeso, son sovrappeso e nessun opera meditativa può cambiare la dura realtà delle cose.  E non è che ci sto poi male in questa rassicurante condizione di immersione adiposa, ma so che poi con il tempo mi pentirò… oh sì, mi pento!! Per ora è tutto ok, perché mi posso coprire; praticamente mi vesto da uomo ogni giorno della mia esistenza lavorativa, quindi non sussiste il problema del mettere o meno in rilievo le forme. Per il resto mi vesto da uomo comunque, perché le mie forme non sono esattamente quel che si può dire un “bel vedere”. Ma ricomincerà a far caldo, prima o poi… e allora le cose cambieranno e l’imbarazzo di non potermi coprire troppo busserà nuovamente all’uscio. Non è un complesso; è palese presa di coscienza che, tra l’altro, è cosa sana. E’ il primo passo nella direzione della ricerca di una soluzione concreta. La soluzione lo sapete, no? E’ il digiuno. E mi ci metto, me lo sento… sta arrivando il momento di spontanea vocazione all’auto preservazione. I tempi son maturi. La disintossicazione mi sta chiamando e l’impegno di fine inverno mi sta aspettando sulla via della luce primaverile. Son pronta alla guerra: vado a meditare il piano di battaglia!!

Giorno 1- la convinzione

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La convinzione in senso positivo, nella direzione che voglio raggiungere, forse è l’elemento che mi manca…ma forse nemmeno tanto, voglio dire, io lo so bene che cosa voglio, ma c’è qualcosa in me che rema contro e, lo so, quando qualcosa rema contro, quel qualcosa prevale sempre sul fattore razionale. Che siano le convinzioni che mi remano contro che devo combattere?

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Mi vien da dire ad Albert, ma la sintonizzazione, com’è che si fa a farla, eh? No, perché in fin dei conti è qui che sta il problema; io posso anche volermi sintonizzare, ma se non conosco il metodo pratico per fare ciò, c’è niente da fare; è un po’ come voler guidare una macchina senza sapere a che cosa servono i pedali… o magari senza sapere nemmeno che ci sono i pedali.

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E quindi? E quindi occorre fare chiarezza; l’obiettivo mi pare fosse chiaro fin dall’inizio: DISINTOSSICAZIONE è la parola chiave. La seconda parola chiave è: DIGIUNO TERAPEUTICO, perché questo fa parte del processo di disintossicazione. Ho scoperto che io posso predisporre il mio quotidiano per facilitarmi le attività corrette per arrivare a mettere in pratica l’obiettivo. Voglio dire che io posso prepararmi le tisane nei barattolini in modo da averle comodamente accessibili, posso predisporre l’occorrente per preparare i succhi in modo da avere tutto sotto mano quando è ora di bere la mia dose quotidiana di informazioni nutrizionali e così via. Ho scoperto però che anche tutto questo richiede impegno e disciplina. E sommare l’impegno e la disciplina necessari per le preparazioni e a per mantenere l’ambiente ordinato e pulito, in modo da avere la predisposizione d’animo necessaria per poter far fronte a quell’altra disciplina relativa all’impegno di digiunare e di depurarmi, beh, diventa a momenti soverchiante.

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Inevitabilmente i momenti di crisi in questo modo raddoppiano; ho pensato che perché ciò non accada dovrei farmi ricoverare in una clinica privata e starci per sei mesi, finché il mio corpo non si rigenera a livello cellulare. Oppure dovrei assumere una colf ed un’infermiera (o meglio ancora, un infermiere) e portare avanti la cosa standomene comodamente in casa, facendo lunghe passeggiate con il cane, meditando nei momenti di solitudine… insomma, queste sarebbero le condizioni ottimali. Purtroppo la vita, si sa, non sempre ci mette nelle condizioni ottimali per raggiungere i nostri obiettivi e ciò implica il doverli perseguire facendo fronte a un’innumerevole sequenza di contrattempi e difficoltà.

Insomma, nel caso mio, devo depurarmi lavorando, pulendo, riordinando, portando fuori il cane, facendo la spesa, occupandomi dei familiari all’occorrenza e via dicendo; non è la situazione ottimale, questa.

vitadomestica_xl-1E tuttavia questa non è nemmeno una buona scusa per non perseguire i miei obiettivi, tutt’altro. Se fosse facile l’avrei già fatto, avrei già portato a termine la cosa e avrei saputo sintonizzarmi sulle frequenze delle quali parla Albert. Invece niente, io quelle frequenze le devo continuamente inseguire, fra una dissonanza intrisa di quotidianità delirante e l’altra. E’ questo l’ostacolo. E va superato.

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Ho pensato che nei momenti di smarrimento, dove la tentazione è soverchiante, devo prepararmi qualche cosa per farvi fronte ed evitare di soccombere e vanificare giorni di impegno; che so, una frase, un pensiero efficace che mi riporti verso me stessa, verso quella frequenza nella quale mi riconosco. Ma per fare questo devo trovare un linguaggio che sappia andare oltre a quello razionale, dovrei trovare qualcosa che sappia parlare al mio profondo, perché è da lì che arrivano le tentazioni, la tendenza a lasciarmi andare alle debolezze, a farmi sviare dalla disciplina necessaria. Altrimenti è un po’ come se io, imponendomi la disciplina con l’unica forza di volontà, parlassi in aramaico a me stessa; io l’aramaico non lo capisco e qualsiasi cosa io possa dirmi, sarebbe un discorso vano.

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Pensavo che devo imparare il linguaggio giusto per mettermi sulla lunghezza d’onda del mio essere più profondo, quello che va rieducato dandogli la direzione di marcia più consona, se voglio uscire da questa dipendenza. E allora, come sempre, dovrò mettermi a studiare e una volta capito in merito a cosa e come devo procedere, procedere, appunto. Devo studiarmi il linguaggio del profondo… devo addestrare i cavalli, questo è.

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Nel frattempo continuerò il lavoro di auto-limitazione, che è poi la stessa cosa, cercando di capirmi, di ascoltarmi quindi… e un po’ alla volta, di rimettermi su quella frequenza giusta, che non strida con la direzione che voglio prendere. Il cambiamento parte da dentro, questo lo so; solo devo capire dentro che lingua si parla per poterlo gestire, il cambiamento, ecco.

Perché da un’infiammazione cronica si passa alla patologia acuta

…La risposta è semplice: perché se uno ha un’infiammazione cronica,di solito, non sa di averla; una sta male e basta, in senso diffuso, esattamente com’è diffusa l’infiammazione. Solitamente i sintomi si presentano a braccetto, o formando un trenino di più moduli che si possono palesare in gruppo o da soli.

Il mal di testa, il bruciore di stomaco, il colon irritabile, il rigurgito gastrico, le dermatiti, il prurito diffuso, la perdita di capelli, la candida, l’umore altalenante, la spossatezza, la stanchezza cronica, la distrazione perenne, le ghiandole ingrossate, i dolori articolari, l’insonnia, e poi il raffreddore, la tosse, le infezione alle orecchie, la sinusite cronica, e chi più ne ha e più ne metta… son tutti sintomi che possono essere ricollegati a un’infezione cronica.

E l’infezione cronica diffusa perché si manifesta? Semplice: perché si è intossicati da porcherie alimentari, il più delle volte. Come a dire che l’organismo è bombardato da dosi frequenti ed eccessive di sostanze che non riconosce e che non riesce a metabolizzare come dovrebbe. E com’è che nessuno, dico nessuno è esente da questo tipo di sintomatologie che, spesso, degenerano in vere e proprie patologie?!

Anche questo è semplice: accade ciò perché in un mondo dove il cibo è perlopiù industrializzato, noi tutti ci nutriamo di porcherie! E le porcherie sono così diffuse, economiche e di facile accesso che nessuno si sogna di fare un po’ di fatica per cercare di alimentarsi in un modo più sano. Anche perché diciamocelo: alimentarsi in un modo più sano, oggi come oggi, diventa una vera impresa, richiede tempo e dedizione! Un impegno che i più non sono in grado o disposti a metterci. Tranne quando qualcosa come una malattia grave blocca i ritmi folli ai quali ci si sottopone per sopravvivere ad una quotidianità delirante.

A meno che uno non viva in campagna ed abbia la fortuna d coltivarsi la frutta e la verdura nel proprio orto e magari riesca a procurarsi anche l’essenziale di altri alimenti presso aziende agricole biologiche a km zero, per il resto della popolazione, la fonte prima di approvvigionamento alimentare deriva dai super ed iper-mercati, c’è niente da fare!

E come si fa a difendersi da una situazione tale?! Perché diciamocelo: la situazione è drammatica e per risolvere una situazione drammatica, la soluzione dovrebbe essere drastica per risultare efficace, che ne dite voi? Ebbene, ecco perché si sceglie la via del digiuno terapeutico. Può sembrare una soluzione estrema, ma la situazione è estrema pure quella, quindi, non è che ci siano molte vie alternative.

Come dite? Le diete ipocaloriche? Beh, ma la dieta ipocalorica richiede alimenti che di base si comprano nei super mercati, se non sbaglio… quindi il problema è sì la quantità di cibo esorbitante ingerito, ma sopratutto la qualità dello stesso. Le due cose non sono assolutamente disgiunte l’una dall’altra ed il motivo è semplice: gli alimenti che contengono zuccheri (e fra questi annoveriamo anche pizza, pane e pasta) creano assuefazione. E’ come dire che se uno non si fa la dose quotidiana, soccombe a crisi di astinenza che solitamente sfociano all’ingozzamento da strafoghi di dolciumi, pizza e pane di vario tipo. Tutta roba che è alla base delle cause di quella famosa infiammazione cronica della quale si parlava poc’anzi.

In buona sostanza, siamo drogati di carboidrati e come qualsiasi drogato, ne subiamo le conseguenze collaterali. In una situazione tale, l’unico rimedio è la disintossicazione, prolungata preferibilmente… tanto prolungata da consentirci di liberarci dalle sostanze che ci creano dipendenza. Il tempo necessario è soggettivo, ma di certo posso dire per esperienza che una settimana di digiuno è come uno sputo nel mare della dipendenza; non sortisce effetto alcuno, perché in una settimana non si modificano le abitudini e non c’è sufficiente presa di coscienza per poter dire di “esserne finalmente fuori”.

Non si tratta di droghe pesanti, è vero, ma sono comunque sostanze che ci fanno entrare in una condizione tale da rendere i nostri corpi pesanti, tanto pesanti che poi fare qualche passo indietro richiede una presa di coscienza tale per cui non esistono mezzi termini e vie di comodo. Occorre disintossicarsi completamente, a livello fisico e mentale; questa è la verità.

Il digiuno è il metodo di disintossicazione più efficace, ma anche il più pericoloso; il digiuno può essere fatto da chi non soffre di patologie gravi e se così è, e qualcuno vuole fare il digiuno lo stesso perché lo considera come ultima carta da giocare, allora è meglio se si affida ad un medico che ha una visione abbastanza aperta, serio e possibilmente non strozzino (o stronzo/a, come ce ne sono tanti).

Alla fine, se si riesce, i benefici sono inimmaginabili, ma di questi si parlerà la prossima volta.

 

Mancano sei ore al mio nuovo inizio

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Oggi ci ho pensato; ho pensato a come fare per non avere delle ricadute in questo viaggio. Poi ho cambiato pensiero e mi son detta che se penso alle ricadute, allora avrò delle ricadute. E comunque vada dovrò stare all’occhio!

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Allora ho cominciato a pensare a quanto starò bene una volta superata la fase di disintossicazione, quando le cellule sane del mio corpo avranno eliminato il grasso e l’acqua in eccesso, cibandosi di quella zavorra che mi limita il respiro, i movimenti, la lucidità, il pensiero, lo scorrere dell’energia.

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Ho pensato che poi inizierà l’eliminazione delle cellule malate e che starò male, che starò come una drogata che si sta disintossicando,

Risultati immagini per intossicazionema ho pensato anche che quel malessere sarà l’inizio di un benessere durevole e meraviglioso.

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Ho pensato a come mi sentirò e ci ho pensato come se mi sentissi così già da ora; sono più bella, più sana, più giovane e più sicura di me.

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La mia concentrazione è vigile e la mia lucidità mi permette di cogliere dettagli invisibili.

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Le mie articolazioni sono libere, sciolte ed elastiche;

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la mia pelle è luminosa, liscia, sana e ben idratata.

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I miei occhi sono limpidi e la mia vista è perfetta.

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I miei capelli sono forti, sani e corposi e non uso nemmeno gli shampoo, ma solo il decotto d’ortica e di camomilla.

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Il mio stomaco si sente libero, leggero e sano; il mio intestino mi ringrazia e funziona perfettamente, liberandosi ogni giorno dai parassiti che vi albergano da troppo tempo, rendendosi pulito, ritrovando il ritmo perfetto, in sintonia con tutto il resto del mio essere.

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Le mie gambe si muovono snelle, elastiche e forti. I miei polmoni, il mio cuore, il mio fegato e tutti gli organi interni sono sani e in sincronia perfetta, in totale armonia con la Natura.

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Non ho sonno e mi sento vitale e piena di energia; mi bastano poche, ottime ore di sonno e dedico tutto il tempo libero alle mie passioni, realizzando progetti ed opere meravigliose; coccolo il mio cane, il mio gatto, dipingo, scrivo, leggo, cammino, mi dedico alla musica, al teatro, alle piante, al cinema, alla poesia, alla filosofia e alle persone amabili.

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La mia bocca è fresca, i miei denti perfettamente sani ed il mio sorriso è spontaneo, profondo, sincero.

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Mi innamoro di tutto ciò che mi circonda e vivo in un perenne stato di grazia e serenità. Trasmetto amore e ricevo amore, incondizionatamente, senza alcun secondo fine. Vengo avvicinata da persone amorevoli e sincere, costruisco un mondo fatto di un’umanità nuova, migliore, bella e colma di amore e bellezza.

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Difendo la Natura, la proteggo dai miei simili e così facendo proteggo i miei simili.Trasmetto positività e sono grata alla vita, sempre. Comprendo le prove alle quali sono sottoposta nel mio percorso terreno e divento l’eroina del mio viaggio, la forza del mio cambiamento, della mia evoluzione.

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Io ora, all’inizio di questi 40 giorni che hanno come scopo la connessione delle mie parti invisibili fra di loro ed il cosmo, è così che sono; sto cercandomi.

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Primo tentativo vano: Ok, ci riprovo. Obiettivo: 40 giorni – non raggiunto

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Esattamente, 40 giorni, mi dissi, quelli della quaresima, solo che io li faccio partendo da domani, pensai, che è il 22 novembre e finirò a fine anno, il 31 dicembre 2016. Dico “li faccio” e non ” “tento di farli”, perché bisogna che io parta convinta, no? Io son convinta, mi pare. Troverò la motivazione… la troverò… forse… così mi dissi.

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Io voglio guarire…. si sa mai… qualora covassi una malattia latente… e ovviamente voglio evitare di ammalarmi, qualora il mio attuale modo di vivere mi portasse ad ammalarmi in futuro. Il mio stile di vita non mi pare male… però sono un disastro in fatto di alimentazione, è ovvio. E devo capire perché, devo riequilibrare qualcosa. Tanto vale affrontare il problema di petto; l’unica volta che ci ho provato ha funzionato, l’ho già detto; solo che forse è durato troppo poco perché la riprogrammazione fosse definitiva. E’ ora di fare sul serio!! Voglio stare bene insomma, ma non solo fisicamente.

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E domani è il 22 novembre. Perché da domani? Beh, perché così…  a me, il 22 pare il giorno giusto. Il 22 novembre è il giorno dell’angelo che tende a buttare all’aria tutti gli sforzi nel sembrare quel che non si è. Pare strano, ma di sforzi nel sembrare quel che non sono, io ne faccio troppi. E’ l’angelo della sincerità con se stessi il 22 novembre. Penso che il digiuno possa portarmi a una consapevolezza maggiore, diversa, probabilmente più vicina a quella che sono, per questo va bene il 22 novembre. E ne ho bisogno…. e chi non ne ha bisogno??!

Mi voglio riprogrammare portandomi sulla frequenza della felicità, con un programma più pulito, sano, perché voglio stare bene, non mi basta arrancare da un giorno ad un altro. Non dico che sarà facile, ma la fatica non mi spaventa, non mi ha mai spaventata. Io scalo… da anni, felicemente, con fatica e mi piacerebbe provare la sensazione di salire senza zavorre. Dev’essere una sensazione meravigliosa e voglio provarla!

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La luna è all’ultimo quarto domani. Mi pare buono… non so bene perché, ma mi pare buono come auspicio. E’ ora di depurarmi, di togliermi le zavorre e io mi depuro e la luna calante aiuta in tal senso. Tolgo lo scarto, lo tolgo tutto, lo espello!

Mi faccio di tisane depurative e anti-muco! Mi faccio di kefir! Mi faccio di acqua, limoni, argilla e miele. E frego l’infarto, la flebite, il cancro!! Mi rendo il sangue pulito e fluido e mi amo!!! Col kefir, sì…

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40 giorni mi sembrano un obiettivo degno di rispetto… e credo che dopo 40 giorni le abitudini buone siano assimilate e che sarà meno facile tornare indietro. Io andrò avanti con il meglio che potrò fare per me, anche dopo questi 40 giorni.

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Ora, credo anche però che dovrò motivarmi, costantemente; 40 giorni sono 40 giorni, non sono tre, due, otto. Sono 40. Sono pochi o tanti, o tanti e pochi contemporaneamente; e dopo i 40 giorni dovrò continuare con il programma nuovo… mi sa che devo cambiare un bel po’ di cose!!! Mi devo ripensare l’esistenza. Comunque per certi versi le cose stanno migliorando già fin da ora. Il fatto che io abbia preso questa decisione mi rasserena, mi rende sicura, determinata.

Dovrò sudare, per buttare fuori il peggio. Il sudore serve anche a questo.

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Credo che la motivazione mi può arrivare dalla Bellezza, dalla passione per le cose belle, che in Natura sono tante e penso che scriverne e cercare di disegnarle, dipingerle sia un buon modo per fermare la mia attenzione sui dettagli che contano, ovvero tutti.

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Penso che scriverò, perché scrivere mi piace. Penso che dipingerò, perché dipingere e disegnare mi piace. Penso che leggerò molto, perché leggere mi piace moltissimo. Penso che terrò ordinato e pulito l’ambiente dove vivo, perché mi piace vivere in un ambiente pulito e ordinato. Penso che mi dedicherò a pensieri belli, a immagini belle, a progetti che mi aiutano a coltivare la disciplina senza appesantire l’impegno che mi sono presa. Penso che camminerò molto, perché i boschi sono una delle cose più belle che ho trovato su questa terra. Penso che leggerò i libri della mia biblioteca, che coltiverò e conoscerò bene il modo per memorizzarli e penso che frequenterò con piacere persone gradevoli e interessanti.

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Penso che mi innamorerò, di tutto. Penso che arrivo al 31 dicembre 2016 o 2017…con la soddisfazione di aver fatto qualcosa di molto buono per me, perché il 31 dicembre scade il termine dei 40 giorni e non posso più sgarrare da domani o ds dopodomani. Penso che sarò migliore. Che vivrò con molte esigenze in meno; che la mia anima, il mio spirito e sopratutto il mio corpo saranno più leggeri!!

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Per questo farò questo digiuno di 40 giorni, un giorno. Il tutto avrà inizio dalla mezzanotte di questa sera e arriverò alla mezzanotte del 31 dicembre 2016, o 2017, non so…. con una me stessa nuova, o forse, solo più vicina a quella che sono veramente.Ed il nuovo anno sarà davvero nuovo per me!